Lo speziatissimo pranzo di Tom Jones
Nella nostra carrellata sul rapporto tra cinema e cibo non potevamo non imbatterci prima o poi in una delle sequenze più celebri e citate della storia della settima arte, quella della sensuale e pantagruelica cena tra Albert Finney e Joyce Redman nel capolavoro Tom Jones di Tony Richardson.
Tratto da un romanzo fiume di Henry Fielding e vincitore di quattro oscar su 10 nomination, il film è un'epopea in forma di commedia, incentrato sulla picaresca vita del protagonista eponimo, un trovatello adottato da una famiglia di nobili che sfugge agli agi di una vita noiosissima per andare in giro in cerca di fortuna ed incontro ai guai. Il film è famoso per la libertà con cui è girato da un regista in stato di grazia, Tony Richardson, proveniente dall'impegnato e poverissimo free cinema inglese (l'equivalente british della nouvelle vague francese), che si diverte a sperimentare un linguaggio fuori dalle regole tradizionali della regia. Il film infatti comincia con una scena girata come le comiche del muto, che riassume in pochi minuti l'antefatto del film con immagini accelerate, mentre gli attori escono spesso dai loro personaggi per chiacchierare con il pubblico e commentare l'azione guardando direttamente nell'obbiettivo della macchina da presa.
La sequenza che ci interessa in questa sede è un piccolo capolavoro di allusività e umorismo, tutto giocato sulla crescente tensione sessuale tra i due convitati e sull'esagerazione di ogni loro gesto.
Il linguaggio cinematografico adottato è classicissimo: una serie di campi-controcampi che solo alla fine del "corteggiamento", lasciano spazio ad un totale che mostra finalmente i due protagonisti insieme, nel momento del contatto fisico.
Curiosità: Joyce Redman fu candidata all'Oscar Come miglior attrice non protagonista solo grazie alla forza della sua performance in questa sequenza
- letto 15973 volte










Commenti
Invia nuovo commento