Sara partecipa al contest con le "Pappardelle al sugo di Lepre"

Ritratto di redazione
Pappardelle al sugo di Lepre

Avete presente l’odore di paglia e piume calde che vi avvolge andando a raccogliere le uova ancora tiepide nel pollaio? Ancora adesso quando socchiudo gli occhi torno indietro, a quand’ero bambina e le mie giornate erano scandite da piccoli piaceri domestici… come raccogliere la legna per il fuoco annusando muschi e terra umida, o scendere in cantina per recuperare un buon formaggio coperto da un velluto di inebrianti muffe. L’olfatto in cucina e nella vita e’ la chiave dei ricordi e della felicita’.  Questa ricetta mi e’ stata tramandata dalla nonna. Dolce e placida, sicura e materna.

PAPPARDELLE AL SUGO DI LEPRE
Ingredienti per 6 persone;

Per la pasta:
• 600 gr. Farina 00 Alce Nero
• 5 uova (rigorosamente di galline ruspanti)
• 2 spicchi di aglio tritati
• 3 foglie di salvia
• 1 rametto di rosmarino
• Pepe nero e sale fino q.b.

Per ilsugo:
• Una leper di medie dimensioni
• 150 gr. Di passata di pomodoro Alce Nero
• 2 cipolle rosse
• 2 costole di sedano
• 2 carote
• 2 spicchi d’aglio
• 50 gr. Pecorino toscano stagionato
• Un mazzetto di prezzemolo
• 4 bacche di ginepro
• 2 dl. Di vino rosso toscano (consiglio il Rosso di Montalcino)
• 1 lt. di brood vegetale
• 2 dl. di olio extravergine d’oliva Alce Nero
• Pepe nero
• sale

Nonna diceva che affinchè il sugo risulti più saporito, è importante, sebbene un po’ noioso, disossare la lepre dopo la cottura;
Lei preparava per prima cosa la pasta, disponendo la farina a fontana, unendo al centro il trito, le uova, il sale ed il pepe. Amalgamava il tutto con cura, quindi lasciava riposare la palla ottenuta in un panno. A questo punto tritava finemente le verdure dell’orto: carota, sedano, cipolla, aglio, prezzemolo e faceva rosolare in una casseruola con l’olio extravergine d’oliva salando leggermente. Quando risultavano ben bruniti, aggiungeva la lepre (in genere trofeo di caccia del nonno) tagliata a pezzi regolari, lasciava insaporire per qualche minuto, quindi bagnava col vino rosso (e non disdegnava un goccino per se stessa).Appena la parte alcolica era evaporata, aggiungeva i pomodori pelati. Bagnava con brodo, univa le bacche di ginepro, insaporiva con fare sapiente il pepe e si riposava seduta accanto al fuoco per un’oretta e mezza.
Era in quei frangenti che mi insegnava antiche filastrocche e mi faceva sentire utile aiutando a preparare la tavola con la tovaglia buona della domenica, quella di lino, profumata di lavanda…
Nonna disossava i pezzi di lepre avendo cura di togliere tutti i frammenti di osso, quindi rimetteva la carne direttamente nel sugo. Tirava la pasta col vecchio mattarello della bisnonna ricavandone le pappardelle, cuoceva in abbondante acqua salata per due/tre minuti, scolava e condiva col sugo di lepre. Infine cospargeva col pecorino grattugiato quella meraviglia di piatto. E per me ancora oggi non esiste nulla di meglio per scaldare il cuore.

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