SANA 2011 tira le somme: il mercato del bio non conosce crisi.

Ritratto di Greenme
22/09/2011
SANA 2011 tira le somme: il mercato del bio non conosce crisi.

Il Salone internazionale del naturale anche quest’anno chiude i battenti e tira le somme sull’andamento del biologico in Italia. Curiosi di sapere qual è il trend del mercato del ‘buono e sano’ nel Belpaese? Siamo felici di dirvi che non conosce crisi. L’Italia, infatti, si conferma il maggior esportatore e il primo produttore bio di ortaggi, cereali, agrumi, uva e olive.  

Lo sapevamo, in fatto di cibo e vino di qualità non abbiamo rivali… E mentre tra gennaio e aprile 2011 registriamo un aumento dell’11,5% negli acquisti bio della grande distribuzione, nel resto del mondo la tendenza corre di pari passo. A livello internazionale, infatti, lo sviluppo dell’agricoltura biologica registra tassi di crescita media che vanno dal 10 al 20% annuo. È sempre più chiaro che il biologico incontra i gusti del mercato anche in una fase di crisi economica generale.

SANA 2011 tira le somme: il mercato del bio non conosce crisi. 

Ora passiamo ai numeri internazionali. Dovete sapere che sono ben 37 i milioni di ettari coltivati a biologico nel mondo, ai quali si aggiungono quasi 42 milioni destinati alla raccolta di prodotti spontanei e all’apicoltura. 1.800.000 sono le aziende del biologico in 160 Paesi. Pensate che nel 2000 i Paesi erano 86, quasi la metà. Valore di questo mercato? Circa 40 miliardi di euro.

Se dal globale passiamo al nazionale, ecco la situazione italiana. Dai dati del SANA 2011 risulta che il nostro Paese è il primo produttore al mondo di ortaggi biologici, cereali, agrumi, uva e olive. L’Italia, per qualità e prestigio, eccelle anche sui vini, l’olio e i formaggi a cui si aggiunge la confettura biologica, un primato mondiale che non teme rivali. 

Anche nel settore del Bio-Export siamo tra i primi della classe. Nel 2010 l’Italia ha esportato prodotti bio in Europa, Stati Uniti e Giappone superando il miliardo di euro. Un ottimo risultato che si contrappone alle basse percentuali nei consumi di prodotti biologici delle famiglie italiane. In Italia, infatti, si dovrebbe prendere esempio dalla Svizzera, dalla Germania e dai Paesi scandinavi dove si ‘bio-consuma’ di più!

SANA 2011 tira le somme: il mercato del bio non conosce crisi.

E se nel Nord – Ovest e nel Nord – Est del Paese il biologico ha più successo rispetto a centro e sud d’Italia, anche il tipo di distribuzione registra trend diversi. I punti vendita specializzati in soli prodotti biologici hanno più successo rispetto alla Grande Distribuzione Organizzata (GDO). Molto positiva la vendita diretta degli agricoltori, sono oltre 2.000, infatti, quelli che offrono direttamente al pubblico i loro prodotti in spacci aziendali e nei mercati.

Amate il biologico e volete gustarvelo a cena fuori? Il trend è positivo anche per i bio-ristoranti, attualmente più diffusi nelle grandi città e nel centro Italia.

Passando dalle cene mondane alle mense scolastiche, la crescita continua: ogni giorno un migliaio di Comuni italiani forniscono a 1 milione di bambini pasti bio. Un trend che deve molto alla legge del 1999 sul tema e al Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement. Il Piano prevede il 40% di prodotti bio nelle mense tra frutta, ortaggi, legumi, cereali, pane e prodotti da forno, pasta, riso, farina, patate, polenta, pomodori e prodotti trasformati, formaggio, latte UHT, yogurt, uova e olio extravergine. 

Innovativo e all’avanguardia, il biologico italiano cresce di anno in anno. Nel settore si registra un’alta percentuale di donne imprenditrici (pari al 25%), di giovani (il 50% ha meno di 50 anni), di scolarizzazione elevata (il 50% dei produttori bio è diplomato e il 17% si laurea) e la propensione alle nuove tecnologie, dove il 52% degli attori coinvolti utilizza Internet.

I numeri parlano chiaro. Percentuali e stime globali sono lo specchio di un fenomeno sempre più contagioso: mangiare e coltivare bio non fa solo tendenza, ma è una vera e propria scelta consapevole e crescente. Il bio è sano, è buono, è giovane ma soprattutto è il futuro. Così pensa l’Australia che guida la classifica delle coltivazioni biologiche con ben 12 milioni di ettari seguita da Argentina, Cina, Stati Uniti, Brasile, Spagna e India.

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