MENU DA FILM: Miyazaki Animation Food

Ritratto di Associazione FFF
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In Emilia, ma anche in tutta Italia si dice che del maiale non si butta via niente, per dire che ogni sua parte è talmente prelibata da non scartare nulla. L’icona del maiale è presente un po’ dappertutto e, dal punto di vista genetico, il suino viene considerato simile all’uomo. La deve pensare così anche Hayao Miyazaki, il maestro del cinema d’animazione autore di Totoro e La città incantata, che ama ritrarsi spesso sotto sembianze suine: chi riesce a visitare il Museo dello Studio Ghibli vicino a Tokyo si imbatte in un modellino della casa ideale di Miyazaki, popolata da buffi maiali antropomorfi, mentre nei fantasiosi filmati animati sullo sviluppo delle macchine volanti, è lo stesso maestro a disegnarsi come una caricatura suina mentre spiega nei dettagli gli apparecchi meccanici.
Non è quindi un caso che nelle opere di questo regista i maialini appaiano spesso, fin dalla mitica serie TV di Conan il ragazzo del futuro, dove il simpatico ragazzino Gipsi si diletta ad allevare lattonzoli. Così in Porco Rosso (Kurenai no buta, 1992) il protagonista è un abile pilota di idrovolante rosso dal misterioso volto suino, mentre nel più recente La città incantata (Sen to Chihiro no kamikakushi: letteralmente “la sparizione di Sen e Chihiro”, 2001) sono i genitori della piccola Chihiro a essere trasformati in maiali dalla strega Yubaba, che costringe la protagonista a lavorare per salvarli da un brutto destino. La trasformazione e la crescita sono centrali anche in Ponyo sulla scogliera (Gake no Ue no Ponyo, 2008) dove il piccolo pesciolino rosso di nome Ponyo fugge dal mare per diventare umano. Al pari della passione per il volo, anche quello per la natura è una costante nell’opera di Miyazaki, che nel suo classico Il mio vicino Totoro (Tonari no Totoro, 1988) ci fa conoscere il tenero spirito della foresta chiamato Totoro.
Forse questi film ci permetteranno di riflettere di più su ciò che mangiamo, imparando a rispettarlo!

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Antipasto: Onigiri
Tratto dal film La Città Incantata di Hayao Miyazaki, Giappone 2001

Primo: Ramen con prosciutto
Tratto dal film Ponyo sulla scogliera di Hayao Miyazaki, Giappone 2008

Secondo: Bistecca con crema ai funghi
Ispirato al film Porco Rosso di Hayao Miyazaki, Giappone 1992

Dessert: Wagashi
Ispirato al film Il mio vicino Totoro di Hayao Miyazaki, Giappone 1988

Le ricette:

Onigiri incanto
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L'antipasto di questo menù da film è l'Onigiri (leggi: onighiri) che possiamo vedere nel film La Città Incantata di Hayao Miyazaki quando il maestro Hakù li offre alla piccola Chihiro suscitando in lei un pianto perché gli ricordano quelli preparati dalla mamma che insieme al padre è stata trasformata in un maiale dalla potente maga Yubaba.
L'onigiri è un cibo molto comune in Giappone, quasi il simbolo della cucina nipponica, è costituito da una polpetta di riso bianco con l'interno di salmone o altro pesce come il tonno o i gamberi, ma il ripieno può essere anche una frittatina o un pezzetto di pollo o l'umeboshi (prugna secca seccata con il sale).
Letteralmente onigiri significa "tenere nelle mani" e, infatti, è preparato con riso bollito che si schiaccia tra le mani compattandolo in modo che resti duro all'esterno.

Ingredienti (li trovate in quasi tutti i negozi etnici, o nella sezione apposita dei supermercati)
Onigiri per 6 persone
450 gr di riso giapponese
50 ml di aceto di riso
2 cucchiaini di zucchero
un pizzico di sale
alga Nori a fogli

Il procedimento è lo stesso di quello che si usa per fare sushi, maki, uramaki, etc:
Mettete il riso in un ampio colino e lavatelo sotto l'acqua corrente fredda per almeno 10 minuti fino a che l'acqua di uscita non risulti limpida. Mettete il vostro riso in una pentola e lasciatelo in ammollo per circa mezz'oretta, scolatelo molto bene e pesatelo. Versatelo nella pentola in cui lo cuocerete ed aggiungete una quantità di acqua pari al peso del riso più un pochino (tipo un bicchiere). Cuocere a fuoco medio alto con il coperchio finché non sentite l'acqua bollire, quindi abbassate la fiamma e cuocete per altri 15 min. Non aprite ma il coperchio durante la cottura, il riso non va mai rigirato. Vi consigliamo un coperchio di vetro così potrete sbirciare come procede la cottura e solo quando tutta l'acqua è evaporata potete spegnere il fuoco. Una volta cotto il riso lasciatelo riposare per circa mezz'ora e nel frattempo sciogliete lo zucchero e il sale nell'aceto in un pentolino a fiamma bassa. A questo punto unite l'aceto e il riso e lasciate raffreddare.
Una volta raffreddato, bagnatevi le mani (altrimenti il riso si appiccica), prendete un pugno di riso e con la mano fate una specie di conca che riempirete con il vostro ripieno a scelta. Non vi resta che prendere con l’altra mano un po’ di riso e coprite tutto facendo una palla. Potete sbizzarrirvi dando la forma che preferite, a triangolo, quadrato, rettangolare o appunto tondo. Ritagliate con la forbice delle striscioline di alga e attaccatele su una parte del vostro onigiri, servirà appunto a non farlo attaccare alla vostra mano.

 

Curiosità:
Con La Città Incantata Miyazaki vinse nel 2002 l'Orso D'Oro al Festival di Berlino e nel 2003 l'Oscar.

 

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Curiosità:
Con La Città Incantata Miyazaki vinse nel 2002 l'Orso D'Oro al Festival di Berlino e nel 2003 l'Oscar.


Ramen con prosciutto
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Non c’è cartone animato giapponese in cui non appaia un bel piatto di ramen: una pietanza tradizionale del Giappone, ma di sicure origini cinesi, a base di pasta (tagliatelle o spaghetti) serviti in brodo vegetale o di carne/pesce a cui si aggiungono uova sode, molluschi, pezzetti di carne e verdure sia cotte che crude. Nel film Ponyo sulla scogliera la nostra piccola protagonista - ancora pesciolino - è golosissima di prosciutto che Sosuke, un bambino di 5 anni, non esita a darle dopo averla trovata sulla spiaggia sotto casa. Nel film, il ramen viene preparato e servito dalla mamma di Sosuke ai due bambini affamati. Prendendo spunto dalla golosità di Ponyo verso il prosciutto, abbiamo deciso di proporvi la seguente ricetta dei ramen rammentandovi, però, che esistono molte variabili di questo piatto che può essere preparato con carne di pollo, maiale, pancetta, etc.

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Ingredienti per 4 persone

340 gr di spaghetti o tagliatelle che potete trovare nei negozi di prodotti alimentari etnici
180 gr di prosciutto cotto a cubetti o a striscioline
una manciata di germogli di soia
1 porro o un cipollotto grande
2 carote
alga nori o meglio alga wakame
erba cipollina
50 gr di bamboo o, in alternativa, funghi champignon
2 uova sode
zenzero fresco
salsa di soia
sakè

Procedimento

Per prima cosa preparate il brodo facendo bollire 800 cl di acqua con il porro e le carote a rondelle, un pezzettino di zenzero, qualche germoglio di soia, mezzo cucchiaio di salsa di soia e un cucchiaio di sale (se volete un brodo più saporito vi consigliamo il classico brodo di pollo).
In una padella fate rosolare i cubetti di prosciutto o delle striscioline alte almeno 1 cm con un trito di erba cipollina e un altro pezzettino di zenzero, alzate la fiamma e sfumate con un po’ di sake. A questo punto aggiungete un mestolo di brodo, il vostro bamboo tagliato a fette (o i funghi se preferite) e i rimanenti germogli di soia, continuate la cottura per altri 5 minuti.
Nel frattempo fate bollire le uova per circa 8 minuti e tagliate a striscioline le alghe. Mettete a bollire gli spaghetti (o tagliatelle) in normale acqua salata, una volta cotti scolateli e versateli nelle tipiche scodelle giapponesi, aggiungete il brodo, le verdure e il prosciutto, le uova tagliate a fette, le striscioline di alga e qualche goccia di salsa di soia.
Il ramen deve essere mangiato bollente con le bacchette ed è richiesto il rumore quando risucchiate gli spaghetti!




Bistecca con crema ai funghi

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Porco Rosso ovvero Marco Pagot pilota di idrocaccia vive in esilio sulla costa dalmata opposta a quella italiana, ma di tanto in tanto vola dalla bellissima Gina che gestisce una tipica trattoria italiana negli anni ‘30. Marco Pagot nel film ha le sembianze di un maiale, è successo un giorno durante un combattimento in volo, è successo per le proprie debolezze personali tra cui la “colpa” di essere stato l’unico sopravissuto durante un combattimento in cui ha perso anche il suo amico Bernini da poco sposato alla bellissima Gina.
Nel cartone animato, ritroviamo il nostro protagonista alle prese con la forchetta in due scene diverse. Nella prima che è poi quella da cui prenderemo spunto per la nostra ricetta lo vediamo seduto ad un tavolino della trattoria di Gina mentre mangia un filetto di carne ricoperto da una crema e con un contorno di carote lesse, il tutto innaffiato da vino bianco. Nella seconda scena, invece, l’aviatore Marco degusta un abbondante piatto di spaghetti al pomodoro in compagnia di altre persone. La location è una specie di mensa aziendale dove personale femminile costruisce aerei da guerra, questa volta è il vino rosso ad accompagnare la pietanza.

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Ingredienti per 4 persone
800 gr di filetto di manzo con un po’ di grasso
400 cl vino rosso
300 cl brodo
250 gr di funghi
250 cl panna fresca
sale
aglio
rosmarino

Procedimento

Scegliete un pezzo di carne con un po’ di grasso perché renderà la vostra preparazione sicuramente più gustosa. In un pentolino preparate il brodo scaldando 300 cl di acqua in cui metterete un pezzettino di carne e un po’ di grasso del vostro filetto, un gambo di sedano, una carota, una cipolla, un pomodoro tagliato a metà e un pizzico di sale, cuocete per circa 10 min. a fiamma alta e poi abbassatela. Prendete ora il filetto e rosolatelo in una casseruola con 4 cucchiai di olio di oliva, uno spicchio di aglio, due rametti di rosmarino, un cucchiaino di pepe in grani; rigiratelo più volte su se stesso e salatelo, a questo punto, a fiamma viva, aggiungete il vino e lasciate cuocere per 5 minuti, poi abbassate la fiamma e versate 2 bei mestoli di brodo caldo, continuate la cottura per almeno 35 minuti, quando la carne è cotta toglietela dalla casseruola e mettetela da parte a raffreddare.
Passiamo alla preparazione della crema di funghi: nella scelta dei funghi sentitevi liberi, noi vi consigliamo un mix di porcini, chiodini e funghi di coltura. Passate al colino il sugo di cottura del filetto e rimettetelo nella stessa casseruola con il brodo che è avanzato, spezzettate i vostri funghi e portate ad ebollizione per 2-3 minuti, poi abbassate la fiamma e aggiungete un goccio di brandy, qualche foglia di prezzemolo e la panna fresca, continuate la cottura fino a che il preparato non si sarà ristretto e aggiustate di sale. Con un frullatore a immersione passate il sugo di funghi fino ad ottenere una crema. Non vi resta che affettare la carne dello spessore di 2 cm e ricoprirla di crema di funghi accompagnandola, come nel film Porco Rosso, con carotine baby lessate e un buon bicchiere di vino bianco.

Wagashi Totoro

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La ricetta che andremo a realizzare è ispirata ad un altro capolavoro di Hayao Miyazaki: Il mio vicino Totoro. Il film racconta di due sorelline Satsuki e Mei che si trasferiscono insieme al padre in un villaggio di campagna nella periferia di Tokyo. Le sorelline aspettano di rivedere a loro mamma che si trova in ospedale perché è ammalata, nel frattempo trascorrono il tempo nei dintorni dell’abitazione incontrando creature fantastiche come gli spiritelli della fuliggine o i nerini del buio e tra questi c’è anche Totoro strano essere a metà tra un orsetto e un gatto, solo le persone speciali possono vederlo, lui rappresenta lo spirito buono della foresta, è un kami, uno spirito nobile e sacro che implica un senso di adorazione. Come dicevamo, la nostra ricetta è ispirata a questo personaggio, così prepareremo dei wagashi, dolcetti generalmente serviti col tè a base di riso, marmellata e pasta di fagioli rossi di soia, ma anche gelatina e frutta e altri ingredienti particolari della tradizione nipponica.

Ingredienti

150 gr di farina
40 gr di zucchero
½ cucchiaio di bicarbonato
3 cucchiai di acqua
un pizzico di sale
marmellata azuki

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Procedimento

Se fossero in vendita gli stampini a forma di Totoro vi diremo subito dove e come acquistarli, purtroppo non siamo a conoscenza di questa informazione e quindi dovrete usare il coltello come una matita per ricavare dall’impasto che andremo a fare la forma del famoso personaggio Totoro. Detto questo passiamo alla preparazione: in una terrina amalgamate le uova con lo zucchero a cui aggiungerete la farina e un pizzico di sale. Sciogliete il bicarbonato in un bicchiere con 3 cucchiai di acqua tiepida ed unite all’impasto mescolando energicamente.
A questo punto se disponete di fantastici stampini a forma di Totoro dovete ungerli con un po’ di olio e versarvi dentro il composto, altrimenti riponetelo in contenitori tipo quelli per fare le cialde di forma ovale a cui, in seguito, darete le sembianze del nostro mitico personaggio.
In entrambi i casi i vostri stampini dovranno essere riempiti in questo modo: un lato dello stampo riempito a metà, l’altro solo uno strato sottilissimo.
Versate la marmellata azuki (o altro ripieno) nello stampino che avete riempito a metà.
Chiudete gli stampini e posizionateli su uno spargifiamma e girateli a intervalli regolari, il tempo di cottura si aggira intorno ai 10-15 minuti circa.
Se avevate lo stampino a forma di Totoro non vi resta che servirli con una bella tazza di tè giapponese, altrimenti ora dovrete mettere all’opera tutta la vostra abilità e creatività per disegnare la sagoma di Totoro. Un consiglio è usare una sac à poche con il beccuccio stretto che riempirete di marmellata azuki e adopererete per fare gli occhietti, baffi e segni particolari del protagonista.





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