MENU DA FILM 7 – La vie en rose di Jake e Elwood
Settimo appuntamento con i menù da film, come sempre quattro film per quattro portate che vanno dall’antipasto al dessert. Si parte dall’America degli anni ’80 dei Blues Brothers dell’ironico regista John Landis, autore di divertentissimi film come Animal House (con John Belushi), Una poltrona per due e Il principe cerca moglie (entrambi con Eddy Murphy) e si continua con un bel piatto di spaghetti ai carciofi tratto dal film Il Postino, ultimo lavoro in cui ha recitato il grande Massimo Troisi, che nel film si diverte anche a cucinare con il suo proverbiale estro. Per il secondo ci tuffiamo negli anni ‘30 del tormentato e musicale mondo di Edith Piaf, con un piatto di Tournedos Rossini inevitabilmente legato anche al nostro compositore italiano Gioachino Rossini, che sembra ne sia stato l’ispiratore. “Dulcis in fundo” una deliziosa crème brulée, uno dei piaceri di vita della giovane Amèlie di cui non può fare a meno nel suo favoloso mondo.
Antipasto: Cocktail di gamberi
Tratto dal film The Blues Brothers di John Landis, USA 1980
Primo: Spaghetti alla Mario Ruoppolo
Tratto dal film Il Postino di Michael Radford, Spagna, Italia, UK 1994
Secondo: Tournedos Rossini
Tratto dal film La vie en rose di Olivier Dahan, Francia, UK, Rep. Ceca 2007
Dessert: Crème Brulée
Tratto dal film Il favoloso mondo di Amelie di Jean Pierre Jeunet, Francia Germania 2001
Le ricette:
Cocktail (blues) di gamberi
The Blues Brothers è una commedia musicale diretta da John Landis con un cast eccezionale formato da cantanti, musicisti e attori, tra cui spiccano i due protagonisti John Belushi e Dan Aykroyd, che nel film interpretano i due fratelli Blues (Jake e Elwood) che intraprendono una “missione per conto di Dio” cioè salvare dallo sfratto, in soli otto giorni e senza un dollaro, l’orfanotrofio dove sono cresciuti. La soluzione a tutto è la ricostruzione della vecchia band per fare un super concerto.

La ricetta che vi presentiamo prende spunto da una scena molto divertente del film, in cui i due Blues Brothers una sera decidono di andare a trovare il loro vecchio amico Mr. Faboulous per convincerlo a far parte della band. L’amico lavora in un ristorante, anzi è proprio il direttore di un elegantissimo ristorante, dopo poche scene ne provocheranno il licenziamento, l’apice arriva quando Jake e Elwood si siedono al tavolo e ordinano cinque costosissimi cocktail di gamberetti e una dozzina di bottiglie di champagne coinvolgendo i tavoli vicini in numerosi ed esilaranti sketch…
Qui parte della scena
Ingredienti
400 gr di code di gamberi
200 gr di maionese
2 cucchiai di ketchup
1 cucchiaio e mezzo di salsa Worchester
1 cucchiaio di cognac o brandy
sale e pepe qb
Procedimento
Sgusciate e mettete a sbollentare i gamberi per 4-5 minuti, noterete che diventano rosa. Lasciate raffreddare e aggiustate di sale e pepe a vostro piacimento.
Preparate la salsa mettendo in una ciotola la maionese, il ketchup, la salsa Worchester e infine il brandy. Amalgamate delicatamente fino ad ottenere un composto omogeneo di colore rosa. Non vi resta che unire i gamberi alla salsa e servire in coppette di vetro lasciate raffreddare in frigo per almeno mezz’ora.
Spaghetti alla Mario Ruoppolo
La ricetta del nostro primo piatto è tratta dal film Il postino, a sua volta ispirato dal romanzo Il postino di Neruda di Antonio Skàrmeta. Il film del 1994 diretto da Michael Radford è ambientato a Salina negli anni ‘50 e racconta di Mario Ruoppolo (Massimo Troisi) che viene assunto come postino per consegnare la posta al poeta Pablo Neruda (Philippe Noiret), in esilio in un’isola delle Eolie.

Tra i due nel corso dei mesi, complici anche le lunghe camminate sulla spiaggia, si instaura un rapporto di vera amicizia: dal poeta il postino Mario imparerà a discorrere di poesia e di metafore, e Neruda stesso sarà il testimone del matrimonio tra Mario e la bella Beatrice (Maria Grazia Cucinotta), ma proprio durante la cerimonia il poeta cileno riceverà una lettera che gli annuncia la revoca del mandato d’arresto e quindi la possibilità di tornare a casa. E così il postino rimane senza lavoro e decide di aiutare Beatrice ai fornelli dell’osteria che gestisce, improvvisando ricette che sanno di poesia come appunto i nostri spaghetti ribattezzati dal protagonista “alla Mario Ruoppolo”.
Il trailer italiano del film
La ricetta.
Ingredienti per 4 persone
4 carciofi
400 gr di pasta (dipende dalla fame)
400 gr di pomodori ben maturi
1 cipolla bianca
mezzo spicchio d’aglio
olio (4/6 cucchiai)
sale, pepe e basilico
Procedimento
Per prima cosa dovete pulire i carciofi, operazione, è il caso di dirlo, un po’ barbosa, iniziate con il togliere le spine, le foglie più esterne fino ad arrivare al cuore e quindi eliminate la “barba”. Tagliateli a piccoli pezzi e metteteli in una casseruola con olio e la cipolla tritata finemente, fateli cuocere fino a renderli morbidi e aggiungete i vostri pomodori schiacciandoli con la forchetta cuocendo per 20 min. Cotta la pasta a parte, scolatela e mettetela nella casseruola saltandola qualche minuto con un po’ di olio, il basilico e l’aglio tritato.
Tournedos Rossini
La vita di Edith Piaf è stata raccontata in tantissimi libri, opere teatrali, telefilm e, ovviamente, film. Il film che ha ispirato la ricetta che vi presentiamo è La vie en rose di Olivier Dahan del 2007. Spetta a Marion Cotillard impersonare la maestosa Edith, il passerotto (piaf) “nero” che dalle strade di Belleville vola a New York, la bambina che vive nel bordello della nonna ma che da adulta calcherà i palchi del Teatro ABC, dell’Olympia e della Carnegie Hall, la donna degli amori tormentati e tragici come quello con il pugile Marcel Cerdan, sposato con tre figli, ma di cui si innamora follemente.

Purtroppo Cerdan morirà in un incidente aereo mentre stava volando negli USA per contendere a Jake La Motta il titolo mondiale dei pesi medi. A lui Piaf dedicherà la splendida canzone Hymne à l’amour. Ci allacciamo a questo personaggio per trasmettervi lo spunto da cui è tratta la prossima ricetta, infatti, nel film La vie en rose troviamo la scena in cui Marcel Cerdan porta Edith al ristorante e ordina “2 sandwich pastramì”. La dolce Edith sorridendo chiede al cameriere di cambiare i 2 sandwich con due tournedos Rossini accompagnati da un Château Angélus del 1939.
Godetevi la bellissima scena del film
Et voilà la recette (la ricetta è quella amata proprio da Rossini)
Ingredienti per 2 persone
2 fette di pane carrè
50/60 gr di burro
2 fette di foie gras
2 filetti di manzo (circa 100gr ognuno)
4 fettine di tartufo nero
olio di oliva
La salsa Périgourdine
1 cucchiaio abbondante di Madeira
1 cucchiaino scarso di maizena
50/60 gr di brodo di pollo
sale, pepe qb
Procedimento
Con un bicchiere tagliate a forma tonda il pan carrè del diametro dei vostri cuori di filetto, friggete il pane nel burro (25 gr) e tenete da parte in caldo. Fate saltare a fuoco basso il foie gras in una pentola (meglio se antiaderente), togliete e mettete da parte. Nella stessa padella mettete un filo d’olio e il burro rimanente e cuocetevi i 2 filetti a fiamma alta circa un minuto per parte, salate, pepate e disponeteli sopra al pane abbrustolito. Sempre nella stessa pentola saltate le fette di tartufo che disporrete sopra i filetti con il foie gras. Passate ora alla salsa: non cambiamo mai la nostra padella, in cui ora ci mettiamo il madeira per sciogliere i succhi delle precedenti cotture, aggiungete il brodo e portate ad ebollizione.
Addensate incorporando la maizena e aggiustate di sale, passate la vostra salsa al colino e versatela delicatamente sulla carne.
Il verso di una sua celebre canzone:
« Non, rien de rien / Non, je ne regrette rien / Ni le bien qu'on m'a fait, ni le mal / Tout ça m'est bien égal »
Il favoloso mondo della Crème Brulée
Le fabouleux destin d’Amélie Poulain è un film di Jean Pierre Jeunet del 2001 e racconta di Amélie, una giovane cameriera che lavora al Café des 2 Moulins a Montmarte. In un giorno particolare che coincide con la disgraziata morte di Lady Diana, la nostra protagonista fa una scoperta sensazionale a casa sua. In una cavità del bagno scopre una scatola di latta che contiene tanti oggetti dei ricordi e giocattoli probabilmente appartenenti ad un bimbo vissuto molti anni prima nello stesso appartamento. La dolce e speciale Amélie decide, allora, di trovare il proprietario di quella vecchia scatola. Dopo mille peripezie riuscirà nel suo intento incontrando Domenique Bretoteau e, ignara, arrecherà all’uomo anche uno slancio vitale alla sua esistenza, spingendolo a provare a ricucire i rapporti con la figlia e il nipote che non ha mai visto.

Questa reazione di Bretodeau porterà Amèlie a farle scoprire che il suo scopo nella vita è proprio quello di rendere felici le persone. Riuscirà a far innamorare una sua collega, si divertirà ad organizzare scherzi ad un crudele fruttivendolo, reciterà i versi di un amico pseudo scrittore e si innamorerà di Nino, un ragazzo che ha l’hobby di collezionare fototessere mal riuscite. Anche i piccoli piaceri della vita di Amélie esaltano e denotano il suo modo di essere sognatrice, allegra e spensierata. La scopriamo, infatti, a mangiare lamponi infilzati nelle dita della mano, a giocare affondando il braccio in un sacco colmo di semi e a divertirsi rompendo con un cucchiaio la crosta della crème brulée.
In questo spezzone ritroviamo alcuni dei piaceri di Amélie Poulain, tra cui il cinema e appunto quello di rompere la crosta della crème brulée:
Ingredienti
6 uova
3 cucchiai di zucchero bianco
6 cucchiai di zucchero di canna
1 limone o 1 baccello di vaniglia
600 ml di panna fresca
Procedimento
Recuperate solo i tuorli dalle uova e sbatteteli con una frusta in una terrina con lo zucchero bianco fino ad ottenere un composto spumoso e bianco. In un pentolino portate a ebollizione la panna per circa 30 secondi e versatela ancora bollente sui vostri tuorli montati mescolando energicamente. In un’altra pentola versate la crema che avete ottenuto e aggiungete la scorza di limone tagliata sottile e senza la parte bianca oppure i semini interni della bacca di vaniglia insieme al baccello stesso. Cuocete a fuoco basso continuando a rimestarla fino al suo addensamento che noterete non appena il dorso del vostro cucchiaio non sarà velato. Spegnete il fuoco e togliete le scorze di limone o la bacca di vaniglia; versate il contenuto in una pirofila di ceramica e lasciate raffreddare almeno 4 ore. Un’ora circa prima di servire il dolce spolverizzate la superfice con lo zucchero di canna che caramellerete con il cannello o l’apposito disco di ferro rovente. Bastano pochi secondi e vedrete formarsi una bella crosticina dorata.
Il trailer del film
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