Ladri di biciclette
Oggi un duplice omaggio all’Italia del cibo e del cinema: Ladri di biciclette, film manifesto della corrente cinematografica italiana per eccellenza, il neorealismo, e sua maestà la mozzarella, nella versione in carrozza.
Il film racconta, ma forse è meglio dire documenta, le difficili condizioni dell’Italia all’indomani della seconda guerra mondiale, un paese alle prese con il degrado sociale e morale, caratterizzato fondamentalmente dalla mancanza di lavoro e di conseguenza da una microcriminalità diffusa che fa risaltare la condizione di miseria in cui versava il belpaese in quegli anni. Nel film Antonio Ricci è un disoccupato che trova lavoro come attacchino e per lavorare deve avere in dotazione una bicicletta, riesce a recuperare la sua che è impegnata al Monte di Pietà dando in pegno le lenzuola. Purtroppo la bicicletta gli viene rubata proprio il primo giorno di lavoro e, sebbene denunci il reato alla polizia, decide di ritrovare il mezzo lui stesso, vagando per la città di Roma insieme al figlioletto Bruno. Nella scena che vi proponiamo Antonio e Bruno vagano per la città in cerca della bicicletta, ad un certo punto i due litigano e dopo aver temuto il peggio per la paura che il figlioletto fosse caduto dal ponte dove Antonio gli aveva detto di aspettare si ritrovano. I due fanno pace e papà Antonio, anche se con pochissimi soldi in tasca, decide di andare a mangiare e bere qualcosa in una trattoria lì vicina. Antonio ordina da prima una pizza ma il cameriere gli dice che quella è una trattoria e non una pizzeria, intanto la macchina da presa indugia su un tavolo vicino dove un bimbo di evidente condizione sociale più abbiente sta mangiando una mozzarella in carrozza, tagliandola con precisione con la forchetta e il coltello, Antonio se ne accorge e chiede a Bruno se vuole anche lui una mozzarella in carrozza, ne ordina due e un litro di vino. La scena prosegue con l’arrivo delle posate e delle mozzarelle mentre in sottofondo un piccolo gruppo suona musiche partenopee. Bruno cerca di fare come il bimbo del tavolo vicino impugnando coltello e forchetta per tagliare la mozzarella in carrozza, ma non sa come fare e usa le mani e, come farebbero tutti i bambini, gioca tirando e sfilacciando la mozzarella tra la bocca e le dita che tengono stretto il boccone. Vi consigliamo di vedere e rivedere questa scena che racchiude tanto del senso del film e del cinema neorealista dove si esaltano la spontaneità, l’umanità e la solidarietà delle persone, la speranza e il riscatto dalla povertà e dalla disperazione.
Qui la scena
Ci sembra d’obbligo lasciarvi anche la ricetta della preparazione della mozzarella in carrozza.
Ingredienti per 2 persone
4 fette di pane tipo toast (meglio se in cassetta)
1 uovo
Farina 00
1 mozzarella
latte
olio d’oliva
sale
Procedimento
Sbattete l’uovo con il latte ed immergete le vostre fette di pane di cui avete precedentemente eliminato la crosticina scura sui quattro lati. Tagliate a fette la mozzarella e passate anche queste nell’uovo sbattuto. Fate dei sandwich con le fette di pane e la mozzarella all’interno, passateli nella farina e ripassateli nell’uovo. Nel frattempo avete messo a scaldare l’olio di oliva, la quantità necessaria è almeno da coprire metà del vostro sandwich e friggete fino a quando la parte non diventa dorata, rigirateli e friggete fino a che non vedete fondere la mozzarella. Come al solito servendovi di un lungo forchettone adagiatele sulla carta assorbente e servite subito.
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