Elena partecipa al contest con "Muffin fragola"
Muffin fragola
400 gr di farina “0” biologica
125 gr di farina di mandorle biologica
2 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale marino integrale
150 gr di olio di mais biologico spremuto a freddo
1 vaso di composta di fragole 100% frutta Alce Nero
un pizzico di vaniglia e cannella
Un mago mancato
Questa che vado a raccontare è la storia di un mago mancato, e allo tesso tempo è il racconto di come sono diventato cuoco.
Sono nato in Sardegna, mi chiamo Giacomo e sono alto quanto basta per arrivare ai fornelli. Quando ero piccolo amavo leggere i libri di fiabe; anche se non ne avevo molti ero legato a quelli presenti sugli scaffali di legno della cameretta che condividevo con mia sorella Sabrina. Tra le favole che apprezzavo maggiormente c’erano quelle in cui Mago Merlino, con i suoi incantesimi, riusciva ad aiutare l’eroe e a farlo diventare più forte. Vedevo nelle illustrazioni la sua barba lunga e canuta, il suo cappello che, sfidando la forza di gravità, rimaneva perfettamente adeso al capo e, infine, il grande pentolone dal quale uscivano stelle, sbuffi, odori misteriosi…L’eroe prendeva poi l’intruglio, lo beveva e l’effetto immediato gli consentiva di superare le diverse prove che la vita gli metteva innanzi.
Credo proprio che il mio desiderio di mescolare gli ingredienti per produrre qualcosa di buono per gli altri sia nato così.
Una volta cresciuto, quando ho avuto il permesso di cucinare, ho cominciato a scegliere solo ciò che la natura e le stagioni mi offrivano, imparando, così, ad apprezzare ciò che avevo intorno a me: in autunno mi destreggiavo con le torte di mele e con la morbidezza della calda zucca, d’inverno sfruttavo il gran numero di gonne che rivestono la verza e la proteggono dal freddo, la primavera mi mostrava la sua rinascita per arrivare poi all’estate, durante la quale creavo dolci freschi con le pesche e le fragole.
La prova finale era per me l’assaggio da parte dei miei genitori e di mia sorella, che avrebbe confermato il valore della mia opera. Come accade a un mago apprendista, che sperimenta con la sua bacchetta, talvolta il mio “incantesimo” non riusciva, facendomi collezionare dei clamorosi insuccessi: la torta mattone (nome dato da mia sorella, mentre deglutiva il boccone a fatica), le carote svenute (cotte troppo, ingiustamente, a lungo) e lo sformato di verza (sarebbero dovuti essere involtini, ma talvolta le secessioni sono inarrestabili).
Con il tempo, con l’esercizio e la costanza ho migliorato la mia tecnica e ora riesco a soddisfare i desideri delle numerose persone con le quali abito e per le quali cucino quotidianamente. E più ci penso e più mi accorgo di essere come il mago dei miei racconti di bambino: ho un grembiule bizzarro, un gran numero di pentoloni e, per far tutti contenti con il mio lavoro, devo compiere vere e proprie magie.
Le ricompense più grandi, per me, sono il sorriso e il benessere che percepisco negli altri: se l’uomo è ciò che mangia io mi compiaccio di nutrirlo con amore.

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Commenti
...deve essere buona ma il procedimento?????
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