Di ritorno da Napoli, scrivo questo post
"Di ritorno da Napoli, scrivo questo post per condividere l'emozione di una giornata "fuoricittà". Mi trovavo per lavoro vicino al capoluogo Campano, a casa di uno chef siciliano, proprio a due passi dal mare.
Ho respirato a bocca aperta, appena arrivata. E' bastato un attimo per sentirmi a casa. Una campana come me non tradisce le proprie origini, lo sapete. E' come se in quell'attimo mi fossero arrivati al cuore i profumi di basilico, mozzarella, pomodori, limoni, origano, sabbia, mare. Ho sentito l'aria salina e ho avuto immediatamente voglia di cucinare.
Ma oggi ero ospite, e allora, prima di entrare in casa e di assaggiare le prelibatezze preparate, mi sono fatta accompagnare nell'orto.
Dalle erbe aromatiche, ai cachi, ai pomodori, ai fichi, alla pianta di topinambur, ai peperoncini.
Voi lo sapete com'è fatta una pianta di topinambur?
Colori, immagini, profumi. Voglia di assaggiare tutto e di portarmi via con me, su quel volo per Milano Malpensa, un pezzo di terra.
La moglie dello chef è una maestra e mi dice che a scuola gli alunni non sanno cosa siano le piante aromatiche. Non immaginano neanche che i pomodori abbiano una foglia. Pensano che nascano in vaschetta, chissà. Un po' come la mucca viola. E allora penso che andrebbe creata una nuova materia scolastica che sia un mix tra educazione alimentare e botanica. Così, per spiegare ai bambini cosa mangiano. Come viene creato quello che addentano, tutti i giorni. Ma soprattutto di cosa deve sapere. Che gusto ha un pomodoro vero? Che profumo ha l'origano? Che cosa senti quanto metti in bocca un cappero di Pantelleria e che consistenza ha la vera mozzarella?
E così per tutta la frutta, la verdura, il pesce. Io sono stata una bambina fortunata, in questo. Cresciuta ad Agropoli tra natura e prodotti della terra. E lì ho conosciuto i sapori. E nel tempo ho imparato a riconoscerli.
E li ho ancora dentro, quei gusti veri. Ma in quanti siamo cosi fortunati?
Siamo talmente abituati al "non sapore" che quando assaggiamo qualcosa di genuino, quasi non lo capiamo. E se lo facciamo noi, figuriamoci i nostri figli.
E allora, mi verrebbe da consigliarlo, in ogni regione. Educare dalla terra. Per crescere, imparando ad apprezzarla e a rispettarla, quella terra.
Dite che mi ascolteranno?"
Buon mercoledi, gente.
Chiara Maci
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Commenti
sacrosante parole
Parole giustissime Chiara.Dobbiamo tornare ad avere più rispetto per la terra.Io sono della provincia di Bergamo e anche in questa zona il cemento e i capannoni stanno aumentando sempre di più a discapito della terra.Ci vuole, secondo me, un cambio di mentalità e un cambio nella classe dirigente che governa ogni singolo territorio della nostra Italia, per portare avanti politiche a sostegno della terra e limitare il proliferare di cemento e capannoni. ciao Francesco
da napoletana, emigrata
da napoletana, emigrata (seppur in un'altra terra ricca di colori, odori e sapori come la Puglia) non puoi che trovarmi d'accordo su tutta la linea. complimenti per il tuto lavoro. Francesca