Il caso Eternit: un pensiero al Sud del Mondo

Ritratto di Fairtrade
27/02/2012
Il caso Eternit: un pensiero al Sud del Mondo

La sentenza di condanna ai proprietari di Eternit del 13 febbraio scorso è stata giustamente definita storica; ma perché sia veramente tale dobbiamo impegnarci perché travalichi i confini nazionali. Il nostro pensiero va immediatamente ai produttori e lavoratori agricoli del Sud del mondo, di paesi dell’America Latina o l’India, dove l’amianto non solo non è stato messo al bando ma non vi è alcuna coscienza della sua pericolosità. Così le lastre di amianto, spesso in pessime condizioni, fanno da copertura di abitazioni, luoghi di lavoro, magazzini, in città come nelle campagne.

Da quasi vent'anni la dignità dei lavoratori del Sud del mondo è al centro degli standard Fairtrade, l'unico sistema di certificazione dei prodotti del commercio equo al mondo, trasparente, tracciato e verificato da un ente terzo.

Nel corso di tutti questi anni Fairtrade International ha sviluppato – insieme agli stessi produttori e alle loro organizzazioni di rappresentanza - una serie di criteri che hanno l’obiettivo di accompagnare i piccoli produttori verso uno sviluppo sostenibile, economico e sociale: gli standard ambientali, che riguardano il risparmio di risorse primarie come l'acqua, la chiusura del ciclo dei rifiuti, l'utilizzo di sementi senza OGM - solo per citarne alcuni - guidano i produttori verso una produzione agricola che salvaguardi la terra. Altri pongono al centro la salute dei lavoratori.

La sentenza di Torino ci lancia un segnale preciso: l'amianto è cancerogeno e i vertici dell'azienda sono stati condannati perché sapevano e non hanno operato per tutelare i loro dipendenti e le popolazioni che vivevano ai margini delle fabbriche.

Allora anche noi non possiamo fare finta di non sapere che nel Sud del mondo, in America Latina in particolare, se ne fa ancora un grandissimo uso, in campagna come in città.

Fairtrade Italia insieme a Fairtrade International lavorerà per includere fra gli standard della certificazione Fairtrade il divieto dell’uso dell’amianto come materiale edile nei fabbricati e magazzini dei produttori. Lo faremo come siamo soliti operare nella nostra organizzazione: attraverso l’informazione, la condivisione e l’accompagnamento al recepimento di un criterio che riconosca questa pratica come mortale e di conseguenza venga abbandonata.

Gli standard Fairtrade sono già oggi molto avanzati: per quanto riguarda la tutela della salute dei lavoratori, nell’evitare lo sfruttamento del lavoro minorile o la discriminazione di genere. La vicenda italiana sull'eternit ci lancia una nuova sfida: non lasciamo soli i paesi in via di sviluppo, troppe volte pattumiere del ricco Nord.

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