C’era una volta il kung food
La geniale definizione Kung Food, coniata dalla rivista Variety, da sempre pozzo senza fondo di neologismi destinati ad attecchire, si riferisce ad un sottogenere poco prolifico di film asiatici che applicano le regole dei film di arti marziali all'arte della cucina. In poche parole, la preparazione dei piatti è gestita come se fosse una scena di combattimento, con uno o più cuochi che affettano verdure a tutta velocità con movimenti velocissimi e coreografati ad arte, sfoggiano tecniche segrete e fanno volteggiare le padelle. Spesso i protagonisti aiutano un maestro caduto in disgrazia a ritrovare la propria arte, plot tipico dei film di kung fu, in altrettanti casi è il maestro a guidare l'allievo indisciplinato colpendolo in punti nevralgici per manovrarlo come una marionetta.
Uno dei migliori esempi del filone è Chinese Feast, del grande regista di Hong Kong Tsui Hark (Once Upon a Time In China, Seven Swords, Detective Dee, The Blade), di cui vediamo una scena sotto, che mostra appunto un maestro che recupera la propria arte e la padronanza dei 5 sensi.
Un altro esempio fulminante è il demenziale God of Cookery, diretto e interpretato dalla star di Shaolin Soccer Stephen Chow, in cui il Dio della cucina, arrogante e sprezzante, cade in disgrazia e intraprende un cammino di redenzione. Eccone un estratto, in cui il protagonista prepara un divino "Riso pieno di tristezza".
Infine, ecco una scena tratta dal meno celebrato Shogun and little kitchen, ancora più esplicito nel sottolineare le analogie tra cucina e arti marziali.
Paradossalmente però, l'esempio più riuscito di Kung Food è il cartoon americano Ratatouille, che mette in scena in modo cristallino e filologico una sequenza di arti marziali applicata alla preparazione del cibo. Come in mille film di arti marziali, infatti, il topino Remì manovra il suo allievo come fosse un fantoccio, tirandogli i capelli per muoverne gli arti, laddove i maestri di Kung Fu colpivano senza farsi notare i loro allievi in modo da scatenarne reazioni nervose che producevano a loro volta colpi mortali.
Autore Carlo Tagliazucca - Associazione Futur Film Festival
- letto 12030 volte













Commenti
Invia nuovo commento