Gli agricoltori di Alce Nero a fianco delle Cooperative di Libera Terra minacciate dagli incendi
La risposta alla distruzione dei raccolti delle cooperative di Libera Terra, arriva dalla terra, dagli agricoltori di Alce Nero, dai loro 50 quintali di semole biologiche donate perché chi brucia e distrugge non abbia futuro.
Martedì un incendio, di esplicita matrice dolosa e mafiosa , ha distrutto sette ettari di grano pronto per essere trebbiato, in Contrada Canali a Mesagne (Brindisi). Ai quali stanno seguendo numerosi altri incendi su tutte le terre liberate dalla mafia . le terre affidate alla cooperative di libera terra. Sono terreni confiscati alla Sacra Corona Unita e affidati alla Cooperativa Terre di Puglia Libera Terra, dove sono andati distrutti 200 quintali di grano, destinato alla produzione dei taralli a marchio “Libera Terra”. Ieri l’episodio si è ripetuto in Sicilia. Più volte.
Chiaro l’intento di portare danno a chi combatte per ristabilire la legalità attraverso un’economia giusta e pulita che punta a restituire alla collettività le ricchezze e la dignità che le mafie sottraggono con la violenza e con il fuoco, un fuoco continuo ed organizzato che deve essere fermato.
Gli agricoltori di Alce Nero hanno deciso di donare “una macchina “ di semola, pari a 50 quintali, per ridurre la perdita dei raccolti; tra le semole ci sarà anche quella di grano Senatore Cappelli, coltivata dagli agricoltori di Alce Nero in Altamura.
“La continua e reiterata messa a fuoco di oliveti e campi di stupendo oro giallo maturo nelle terre di Libera in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia rispondono ad un chiaro disegno delle mafie di aggressione e distruzione “- dice Lucio Cavazzoni, presidente di Alce Nero & Mielizia.
“Chi brucia i campi e le piante , il cibo ed il lavoro è criminale quattro volte. E per tutte quattro va perseguito e condannato. Questi distruttori dovranno rendersi conto che queste terre sono ormai davvero libere!”
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