15 giugno giornata mondiale del vento: un punto sulle rinnovabili

Ritratto di Greenme
15/06/2012
giornata mondiale del vento

In un futuro non molto lontano, parliamo del 2020, i consumi finali di energia dell’Unione europea provenienti dalle fonti rinnovabili ammonteranno al 20,6 per cento. È la stima fatta dalla Commissione europea partendo dai piani energetici nazionali dei ventisette stati membri.
Una prospettiva niente male se pensiamo che la produzione di energia da fonti pulite dovrebbe aumentare a un ritmo del 6 per cento annuo.

E quale sarà la fonte green che più di ogni altra contribuirà a questa rivoluzione verde? Il vento, di cui oggi si celebra la giornata mondiale.

I dati parlano chiaro, crescono i numeri dell’economia sostenibile che batte la crisi e occupa sempre più spazio nella vita di tutti noi. In Germania, per esempio, tra venerdì 25 e sabato 26 maggio l’energia pulita del sole ha segnato un record mondiale da non credersi: 22 gigawatt di energia elettrica, pari a 20 centrali nucleari a pieno regime. Stiamo parlando del fabbisogno di un terzo del Paese.

giornata mondiale del vento

Allora è proprio vero che le fonti green possono competere con gli standard del carbone, del petrolio e, come in questo caso, del nucleare.

Un’altra conferma arriva dall’Algeria. È qui che il Ministero dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale ha pianificato un’iniziativa basata sul fotovoltaico. In pochi anni oltre quattrocento comunità che vivono nella steppa – assoggettate alle difficili condizioni climatiche del deserto – vedranno installati i primi pannelli fotovoltaici.   

Così, un’area di circa venti milioni di ettari popolata da circa sette milioni di abitanti che vivono di allevamento potrebbe sconfiggere le avversità legate alla desertificazione economizzando l’energia elettrica dalle fonti tradizionali. Energia che potrà essere utilizzata per la captazione di nuove risorse idriche da impiegare in agricoltura. Non solo, i pannelli alimenteranno anche la segnalazione stradale e l’illuminazione pubblica.

E per tornare al vento, da uno studio consultabile sul sito dell’Anev (Associazione Nazionale Energia del Vento) si evince che il potenziale complessivo di energia eolica installabile in Italia è pari a 16.200 MW. Questo dato coprirebbe i consumi di oltre 23 milioni di persone. Una ricchezza inestimabile che, se sommata al sole che bacia il Paese, darebbe dei risultati strepitosi.  

Antiquate e poco convenienti, le fonti fossili come petrolio, carbone e nucleare non solo mettono a rischio l’ambiente ma anche la salute delle persone e non contribuiscono a incrementare l’economia sul lungo periodo. Un recente rapporto pubblicato dall’associazione ambientalista Greenpeace apre a nuovi scenari energetici il futuro planetario. Si chiama Energy [R]evolution 2012 e prospetta una vera e propria rivoluzione energetica basata sulle rinnovabili che, nel 2030, potrebbero coprire il 37 per cento della domanda globale di elettricità.

A lungo termine, poi, ben il 94 per cento dell’elettricità globale potrà essere prodotto da fonti green, più sicure e diffuse. Si avrebbe così un aumento del tasso di occupazione e un risparmio annuo globale in termini economici di oltre mille miliardi di dollari. Non parliamo solo di energia elettrica, ma anche di alimentazione degli autoveicoli che contribuirebbero significativamente al raggiungimento dei target di riduzione delle emissioni di gas serra. Sì, quindi, alle auto più efficienti.

Intanto, l'appuntamento con Rio +20 - il summit delle Nazioni Unite dedicato alla sostenibilità - è alle porte. Il mondo si riunirà dal 20 al 22 giugno in Brasile per dare vita a una discussione seria e puntuale sullo sviluppo sostenibile del Pianeta. La speranza è che alla luce di questi dati che vedono sole e vento protagonisti indiscussi del futuro energetico globale, si cerchi di uscire da questi negoziati con un piano energetico verde non solo nelle parole ma anche nei fatti.  

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