1° maggio, festa del lavoratori: nuove professioni green

Ritratto di Greenme
27/04/2012
1° maggio,  festa del lavoratori: nuove professioni green

Sale la pressione fiscale, cade la domanda interna, la disoccupazione aumenta, si contraggono i salari reali. Insomma, siamo in piena crisi dei mercati e del lavoro e di giorno in giorno crescono le preoccupazioni degli italiani, che il 01 Maggio, la festa dei lavoratori, potrebbero avere davvero poco da festeggiare. Ma in fondo al tunnel buio si vede una luce, di colore verde. Sono le nuove professioni originate dal settore dell’ecologia e della eco-sostenibilità.
Eh già, perché, dal riciclo alle foreste, dall’agricoltura alla cucina, dalla comunicazione al turismo ambientale sono numerose le nuove professioni “green”, sono molte le opportunità lavorative offerte dai cosiddetti Green Jobs.

 

Lo spiega una ricerca dell'Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori , che svela come il numero di occupati nelle professioni ecologiche sia aumentato del 41% dal 1993 al 2008, passando da 263.900 a 372.100 unità con un contratto, mentre nel 73,5%, dei casi parliamo di un lavoro a tempo indeterminato. “Con questi numeri – spiega l'Isfol - la green economy si candida seriamente a essere la nuova frontiera della crescita economica del XXI secolo”.
Una recente indagine di Unioncamere, poi, ci mostra che più di un terzo delle assunzioni previste dalle aziende, ovvero circa 227mila su un totale di 600mila, riguardano proprio i profili professionali relativi ad ambiente, csr e sostenibilità. Tra queste, circa la metà è costituita da professioni strettamente legate al mondo della green economy, ovvero quelle dei settori delle rinnovabili, della gestione di acque e rifiuti, dell'efficienza energetica, dell'edilizia sostenibile e della mobilità alternativa.
Eppure, se tra i settori più riconducibili ai Green Jobs svettano l'edilizia (oltre il 70% delle assunzioni programmate va in questa direzione) e l'industria manifatturiera (più della metà delle assunzioni), sono molte le figure nuove, legate a innovazioni e tecnologie o a nuovi bisogni ambientali, sociali ed economici. Dal primo al terzo settore, c’è un lavoro verde per tutti. Anzi, ce ne sono ben 100 diversi tipi, secondo Marco Gisotti, esperto di comunicazione sostenibile e autore del libro intitolato, appunto, “100 professioni green”.
Così, accanto alle figure più “tradizionali” dell’agricoltore bio, dell’agronomo, del botanico, o dell’ecologo vegetale, troviamo l’Energy Manager, figura obbligatoria per gli enti pubblici e le imprese che consumano più di 1.000 tep di energia l’anno che si occupa del risparmio energetico nella struttura in cui lavora, Il Mobility Manager, che si occupa degli spostamenti dei dipendenti   o il Progettista di Energie Rinnovabili, un tecnico che gestisce e coordina l’ideazione di sistemi, analizza il territorio e valuta l’impiego delle diverse tecnologie a seconda dei diversi contesti.
Altre figure ormai chiave sono il Geometra Ambientale, l’Eco-Industrial Designer, che progetta oggetti green per le auto e l’arredo, l‘Eco-Interior Designer, che progetta invece gli spazi di una abitazione e la disposizione degli oggetti. E ancora il Product Manager Sostenibile, il Promotore Finanziario di fondi green, il Risk Manager Ambientale, lo Statistico Ambientale, l’Eco-Stilista, il Tecnico di impianti sostenibili, il Valutatore di Impatto Ambientale genetico, lo Zoonomo sostenibile.
Tra i 100 lavori verdi per l’Italia di domani ci sono anche professioni come «l’ecochef», che dovrà creare menu basati su ingredienti provenienti da produzioni locali, tipiche, di qualità e biologiche, tenendo conto del loro impatto ambientale, e l’eco-parrucchiere, che usa apparecchi elettrici di ultima generazione, controlla la climatizzazione del salone, fa la raccolta differenziata e abbat­te dell’80% i consumi di energia e fino a 2/3 quelli d’acqua.
Non è una boutade, anzi. Molti cosiddetti eco-lavori sono profili professionali tradizionali arricchiti da nuove competenze ambientali o inseriti in contesti nuovi. Anche per questo l’elenco delle nuove opportunità verdi è lunghissimo, dimostrando che la green economy interessa ogni comparto produttivo e  genera tantissimi nuovi posti di lavoro, consentendo la riqualificazione di molti di quei profili che non trovano più spazio nel mercato dell’occupazione. Cosa aspettate allora a cercare anche voi un vostro posto tra le nuove green jobs?

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